Digiuno terapeutico

La funzione del digiuno: Un riposo per tutto l'organismo. Per essere più belli e caricarsi d'energia. Per guarire. Per risvegliare la mente e lo spirito. Come e quando praticare il digiuno. L'età, la salute, la durata, la stagione


Digiunare per dimagrire
Digiuno terapeutico

Le regole per un lungo digiuno

Una via naturale per stabilire o ristabilire un corretto funzionamento dell'apparato digerente ci viene offerta dal digiuno.

 

Nelle civiltà orientali il digiuno è stato usato ampiamente, e lo è tuttora, come mezzo per ritrovare la salute e come via privilegiata per entrare in rapporto con il divino.

 

L'antico filosofo greco Pitagora era convinto che il digiuno aiutasse i processi mentali, e i Greci in generale utilizzavano il digiuno per purificare il corpo e acuire la mente.

 

Un riposo per tutto l'organismo

Molte malattie tipiche delle società del benessere, tra cui le malattie a carico dell'apparato digerente, sono dovute a un sovraccarico alimentare e in generale a una scorretta alimentazione. Il digiuno perciò può essere utilizzato come prevenzione e come terapia per tutte le patologie collegate a una scorretta alimentazione, in quanto è innanzi tutto un ottimo disintossicante per l'organismo.

 

Allo stesso tempo il digiuno permette al corpo di mobilitare i propri meccanismi di difesa per combattere le malattie, in quanto le sue energie non sono impegnate nel lavoro digestivo.

 

Il digiuno va inteso infatti con come una medicina, ma come un periodo di riposo per l'apparato digerente, e per tutti gli altri apparati quali l'apparato cardiocircolatorio, l'apparato respiratorio e l'apparato renale, deputato all'escrezione di una parte del materiale non utilizzato. 

Durante questo riposo l'energia dell'organismo può esse impegnata nella disintossicazione o, in caso di malattia, n processo di guarigione: l'organismo ha infatti in sé le risorse per guarire, poiché guarire è un processo biologico, una funzione della vita esattamente come respirare.

 

Per essere più belli e caricarsi d'energia.

Chi digiuna solitamente si rende presto conto della differei za tra lo stare "benino" e il sentirsi bene: al contrario ( quanto si potrebbe credere, per esempio, durante il digiuno non si ha fame, in quanto il palato non subisce più le continue stimolazioni che derivano dall'assumere cibo, dal ricordo del pasto precedente e dalla pregustazione di quello successivo.

 

Il digiuno può diventare un ottimo metodo per raggiungere e mantenere il proprio peso ideale, soprattutto in quei cas nei quali è molto difficile controllare la fame. Quando le persone si rendono conto che digiunando non solo siperde peso, ma si diventa più belli (la pelle è più luminosa, gli occhi sono più limpidi) e si acquista una notevole energia fisica e psichica, tendono ad acquistare una maggiore stima di sé e successivamente anche una maggior forza di volontà.

 

Insieme con il ristabilimento della forma corporea, con il digiuno si ottengono benefici effetti su altri meccanismi fisiologici quali il sonno (sparisce l'insonnia) e l'ansia (si ha un notevole effetto rilassante sul sistema nervoso), e in generale si regolarizzano tutte le funzioni corporee, compresa la digestione e l'attività intestinale.

 

Per guarire

Spesso, quando si presenta una fastidiosa sensazione di pienezza e di pesantezza di stomaco può essere il momento di saltare completamente qualche pasto per permettere all'organo di ritrovare il proprio equilibrio; e nel caso di vere malattie, se le nostre abitudini non ci rendessero a volte così sordi, lo stesso organismo saprebbe indicarci la via del digiuno attraverso un'istintiva repulsione per il cibo.

 

Di fatto, accade di frequente che chi ha l'influenza o la febbre, magari accompagnata da nausea, vorrebbe rifiutare il cibo e invece mangia di malavoglia, cedendo all'abitudine o all'insistenza di familiari convinti che il cibo sia necessario a combattere la malattia. Sarebbe invece molto più saggio, in questi casi, aspettare che il corpo segnali il bisogno di mangiare con il ritorno dello stato di benessere.

 

La stessa cosa, del resto, accade nei digiuni prolungati delle persone sane: è la sensazione di fame a stabilire la necessità dell'organismo di riprendere ad alimentarsi, e finché la fame non si ripresenta, si può esser certi che la natura ha ampiamente fornito l'energia necessaria attingendo alle scorte dell'organismo. Questo lo sanno bene gli animali che ammalati o feriti, cercano un luogo appartato per riposare smettendo completamente di alimentarsi.

 

Il digiuno, insieme con il riposo, è in natura un ottimo metodo terapeutico.

Colui che è definito il padre della medicina occidentale, il greco Ippocrate, usava prescrivere il digiuno per combattere le malattie e un suo motto era: ognuno ha un medico dentro di sé, che deve essere soltanto aiutato nel suo lavoro. Egli, prendendo spesso questa sua "medicina", visse fino alla veneranda età di novant'anni, davvero eccezionale per i tempi.

 

Per risvegliare la mente e lo spirito

Il digiuno è una potente arma di trasformazione psicosomatica, cioè corporea, psichica e spirituale insieme. Nella visione psicosomatica integrale propria della moderna scienza dell'ecobiopsicologia, il digiuno, oltre che pratica purificatoria per il corpo e per la psiche, è visto anche come premessa indispensabile alla scoperta degli aspetti più sottili dell'animo umano, alla consapevolezza di sé.

 

Non a caso tutte le pratiche religiose di ascesi, tanto orientali quanto occidentali, presuppongono nel dialogo con il divino la necessità di un'astensione rituale dal cibo come pratica necessaria affinchè, nel silenzio delle viscere, la mente possa accedere al fuoco della trasformazione dello spirito.

Come e quando praticare il digiuno

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Digiunare significa astenersi totalmente dal cibo, fatta eccezione per l'acqua, che è un elemento indispensabile per il nostro organismo, il quale è costituito infatti da acqua per il 60% circa.

 

Lo stato di digiuno può continuare per tutto il tempo in cui il corpo riesce a mantenersi consumando le riserve immagazzinate nei suoi tessuti: la fame inizia quando queste riserve sono finite, e allora è necessario interrompere immediatamente il digiuno e reintegrare gradualmente gli alimenti.

 

Non bisogna mai iniziare un digiuno senza la guida di un esperto in materia. Il digiuno è una tecnica sicura che nella maggior parte dei casi non comporta problemi, tuttavia un esperto è in grado di stabilire la durata e le modalità del digiuno secondo l'età del paziente e il tipo di malattia.

 

Per i digiuni prolungati, quelli cioè che durano finché non si ripresentano i sintomi della fame, può essere utile rivolgersi a centri specializzati; qui si avrà un'assistenza medica costante e si potrà praticare il digiuno in gruppo, fatto che accresce la motivazione e da la possibilità di portare a termine il percorso con maggiore sicurezza.

 

L'età, la salute, la durata, la stagione.

Non esiste un limite d'età per il digiuno. Tuttavia, a seconda delle età l'organismo reagisce in maniera diversa: oltre la mezza età, per esempio, si ritiene che durante il digiuno vengano utilizzate le sostanze proteiche (il materiale base che costituisce la pelle, i muscoli e gli altri tessuti) al posto dei grassi, e di ciò un anziano deve tenere conto prima di decidere un periodo di digiuno.

 

Chiunque può usare il digiuno come tecnica di prevenzione della malattia e come regola di vita; se però lo si vuole utilizzare come elemento di cura di una malattia cronica, non basterà un solo periodo, ma bisognerà praticare più digiuni distanziati nel tempo.

 

Tra le malattie croniche curabili con il digiuno vi sono quelle dell'apparato digerente (coliti, gastriti, ulcere) e le patologie alimentari, oltre a malattie allergiche come la febbre da fieno e l'asma.

 

È importante sottolineare che non può digiunare chi è in stato di debolezza cronica, chi soffre di gravi malattie di cuore o dei polmoni, chi ha il cancro, in particolare del fegato o del pancreas, chi ha il diabete o malattie del rene e del sangue. In tutti questi casi il digiuno può essere pericoloso e comunque è del tutto inutile.

 

È sbagliato prestabilire un tempo di durata dall'astinenza da cibo; bisogna essere seguiti costantemente da persone competenti che sappiano valutare l'evoluzione delle condizioni fisiche e psichiche, perché solo queste indicheranno se il digiuno può durare dei giorni o delle settimane.

 

Non va mai scordato che ogni digiuno è fatto da un individuo specifico con la sua situazione e i suoi problemi specifici. Non esiste un periodo dell'anno più adatto al digiuno.

 

Sicuramente l'estate ovvia al problema del freddo dell'organismo, tuttavia il digiuno può essere iniziato anche nei mesi invernali da chi può permettersi di restare in casa riducendo il contatto con l'esterno alle passeggiate quotidiane.

 

Fatte tutte queste premesse, il principio che ispira il digiuno potrebbe essere: "Digiuna quando senti la necessità di farlo, quanto il tuo corpo e la tua mente lo richiedono". Se il cibo ha una sua ritualità, anche il digiuno è un rito, carico di profondi significati. 

Le regole per un lungo digiuno

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Il lungo digiuno richiede, per essere salutare e non rischiare di diventare invece dannoso, l'osservanza di alcune regole. Si tratta, naturalmente di regole per i lunghi digiuni; per un digiuno di due-tre giorni la cautele sono minori e di fatto quasi nulle.

 

La prima regola si collega al principio generale che qua siasi cosa noi affrontiamo debba essere accettata emotivamente: questo significa che non si affronta un digiuno se non si è profondamente convinti che sarà benefico, e se esistono delle paure bisogna liberarsene (chi teme di morire di fame praticando il digiuno passerebbe il tempo ad ascoltare i propri sintomi, vivendo in uno stato di continuo allarme).

 

Una volta intrapreso il digiuno, è importante ridurre al minimo l'attività fisica, sensoria e mentale, in modo da per mettere all'organismo di conservare le proprie energie, soprattutto nei primi giorni o se l'organismo è malato.

 

È utile però fare lunghe e tranquille passeggiate all'aria aperta, poiché un movimento aerobico non pesante fa bene all'organismo. Bisogna bere, e bere più del solito: se possibile, due litri d'acqua al giorno, scegliendo un'acqua ricca di sali minerali.

 

È necessario che il corpo sia sempre ben coperto, in particolare i piedi: il corpo di chi digiuna infatti è soggetto a raffreddarsi, e per combattere il fenomeno l'organismo utilizza maggiormente le riserve energetiche.

 

Sono importanti i bagni di sole, che aiutano i regolari processi della vita, influendo in particolare sul metabolismo del calcio, sull'utilizzazione del fosforo e sulla forza muscolare; naturalmente in estate è meglio scegliere le ore del mattino, cominciando con dieci minuti di esposizione per poi arrivare gradualmente a trenta, ma senza superare i dieci minuti al giorno se il periodo di digiuno supera i venti giorni.

 

Bisogna fare docce tiepide frequenti, per aiutare la pelle a eliminare le tossine, evitando invece bagni caldi e lunghi, saune e anche docce troppo fredde, che implicano un maggior dispendio energetico e possono causare malori.

 

I primi giorni è possibile avere nausee, capogiri o mal di testa, l'alito cattivo e la lingua coperta di una patina bianca, mentre l'urina può tendere a diventare scura: sono tutti segnali che la "cura" comincia a funzionare. Nei digiuni lunghissimi, intorno al venticinquesimo giorno la lingua torna pulita, l'alito fresco, l'urina limpida e possono tornare i sintomi della fame: è ora di ri-alimentarsi.

 

Si comincia gradualmente, con piccoli spuntini: nei primi 3 giorni è consigliabile limitarsi alla frutta e alla verdura, per poi introdurre gradualmente le proteine.

 

Effetti collaterali del digiuno

Nella fase iniziale del digiuno si manifestano alcuni cambia­menti prevedibili che, solitamente, portano alla comparsa di cefalea, nausea, capogiri, patina sulla lingua, traspirazione dal­l'odore intenso, palpitazioni, indolenzimento muscolare, se­crezione di liquidi dalle mucose e cambiamenti nell'epider­mide.

 

Questi sintomi devono essere sopportati con filosofìa, in quan­to rappresentano una fase indispensabile del processo di gua­rigione. I benefici che si otterranno ricompensano abbondantemente questa serie di disturbi secondari di breve durata, che in genere scompaiono dopo pochi giorni per essere poi seguiti da una sensazione di notevole benessere e di lucidità mentale.

 

Se si intende prolungare il digiuno per più di 48 ore è indi­spensabile affidarsi alle cure di un professionista esperto nelle tecniche di digiuno. (preferibilmente un esperto di me­dicine naturali).

 

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