Farmaci per dimagrire: divieti e novità

Il Ministero della Salute ha messo al bando alcuni "mix" rischiosi. Stop ai "cocktail" dimagranti pericolosi. Lo ha stabilito il Ministero della Salute dopo che l'Aifa, l'Agenzia italiana del Farmaco, aveva segnalato casi di effetti collaterali pericolosi. Fuori legge sette sostanze  impiegate in alcuni "mix" pseudo-miracolosi. Ma quali erano i rischi di queste preparazioni?

E che cosa resta oggi dei farmaci "per dimagrire"?


Farmaci per dimagrire: divieti e novità
Farmaci dimagranti

I PRINCIPI ATTIVI VIETATI. NO ALLE MISCELE.

I principi attivi vietati sono quelli più usati per i cosiddetti farmaci "galenici" preparati cioè nei laboratori delle farmacie su indicazioni del medico: sono il triac, il clorazepato, la fluoxetina, il furosemide, la metformina, il bupropione e il topirimato.

 

Sostanze conosciute e utilizzate già da anni ma per la cura di altri disturbi e di cui, secondo il Ministero, si era abusato, soprattutto nell'ultimo periodo (le segnalazioni all'Aifa sono tutte recenti).

 

Singolarmente tutti questi principi attivi restano autorizzati per la cura delle malattie per cui sono indicati "da bugiardino", ovvero da indicazione ufficiale: dal diabete, all'ipertensione, alla depressione.

 

Sono state vietate invece le miscele, in particolare quelle usate per rendere più efficace la dieta o per dimagrire, sospettate di danneggiare cuore e sistema nervoso.

 

Bandite non solo per gli effetti collaterali e per il rapporto sfavorevole "rischio-beneficio" ma anche perché sprovviste di un foglietto illustrativo chiaro a cui il paziente potesse fare riferimento.

 

In realtà lo "scaffale" dedicato ai farmaci dimagranti si è drasticamente ridotto negli ultimi anni: in Italia sono stati ritirati dal commercio nel tempo la sibutramina, accusata di far aumentare pressione e frequenza cardiaca, i farmaci con forte apporto di iodio, combinati ad altre sostanze per favorire lo smaltimento del grasso, e la fendimetrazina.

 

Queste sostanze agivano sul senso della fame, limitandolo. In pratica rimane solo l'Orlistat, il cui principio attivo è usato anche per un farmaco da banco, che riduce l'assorbimento di grassi.

Farmaci per dimagrire: manca un aiuto da abbinare alla dieta

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Abbiamo chiesto al dottor Gianleone Di Sacco, specialista in Endocrinologia, dirigente medico dell'U.O. Medicina 1 dell'Ospedale Sant'Anna di Como, di fare il punto sulla situazione attuale.

 

Perché sono stati emanati gli ultimi divieti?

«Perché effettivamente queste sostanze venivano utilizzate in modo spregiudicato da personaggi discutibili, che creavano strani "cocktail" dagli effetti poco verificati.

 

Fuori legge in ogni caso, perché anche le preparazioni galeniche devono comunque seguire delle regole e il paziente deve sempre sapere cosa assume e dare il suo consenso.

 

Va detto che, comunque, i problemi rimangono anche con questi divieti: credo, infatti, che i "mix" pericolosi continueranno a esserci, semplicemente chi li prepara cambierà gli ingredienti.

 

Mi spiego: useranno un altro diuretico al posto del furosemide, un altro antidepressivo al posto della fluexetina.

 

Per non parlare dell'uso incontrollato dei preparati fitoterapici, quelli a base di erbe dalla presunta azione antifame o lassativa. Bisogna ricordare che anche i vegetali possono contenere principi attivi molto potenti, di cui è bene non abusare perché possono essere molto rischiosi e avere tante controindicazioni».

 

E quali farmaci per il trattamento rimangono oggi in Italia?

«Oggi rimane soltanto l'Orlistat che, però, attenzione, non agisce sul senso di fame bensì riduce l'assorbimento dei grassi da parte dell'organismo. Inibisce le lipasi intestinali, cioè gli enzimi che digeriscono i trigliceridi (i grassi contenuti in olio, burro e altri prodotti animali).

 

I grassi non assorbiti vengono quindi eliminati con le feci. Anche per questo ha un effetto collaterale molto sgradevole: episodi di diarrea, che si verificano non appena nel pasto si introducono troppi lipidi».

 

Quindi per l'obesità non ci sono più medicinali specifici?

«No, e purtroppo rimane un vuoto perché non esistono più supporti farmacologici adeguati per una malattia, l'obesità, appunto che è cronica.

 

Viene meno un aiuto per la gestione degli attacchi compulsivi di fame che possono essere un problema: si pensa che dimagrire sia solo una questione di volontà (e per questo si colpevolizzano gli obesi) ma non è sempre così.

 

I farmaci non servono a dimagrire ma solo a seguire meglio la dieta. Non sono per tutti e sicuramente non per chi ha solo qualche chilo in più da perdere: non si parla di semplice sovrappeso ma di un Body Mass Index superiore a trenta.

 

In questi casi un farmaco può essere utile, sempre accanto a dieta e attività fisica. Ci sono degli studi che hanno dimostrato che per perdere peso in modo efficace la cosa migliore è affrontare il problema con una "cura integrata" che associ il cambiamento dello stile di vita, un'alimentazione ipocalorica equilibrata, il movimento fisico all'uso di un farmaco adeguato, per periodi limitati».

 

E per il futuro?

La speranza è che si riescano a individuare farmaci codificati e speri­mentati (quindi con indicazioni precise) che possano aiutare a perdere peso con la dieta e nel mantenimento. I divieti da soli non bastano.

 

L'Unione Europea al momento ha registrato tre formaci che attendono di essere commercializzati. Negli Stati Uniti sono già in uso quattro farmaci, approvati dalla FDA, di cui uno contiene anche un principio attivo vietato in Italia: ovviamente da assumere sotto prescrizione medica, senza abusi e solo nei casi in cui sono utili, e sempre all'interno di un programma che preveda dieta, stile di vita salutare e attività fisica.

 

Leggi anche: Pillole dimagranti: ecco perchè fanno male

 

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Commenti: 1
  • #1

    stressata (martedì, 07 giugno 2016 20:15)

    Alla fine km ha problem I alimentari puó anke morire!f