Sedano: proprietà e benefici

Il sedano, che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, è una pianta erbacea, biennale retta da una radice sottile nella varietà selvatica e da un rizoma fusiforme e carnoso in quella coltivata; sui rizomi si innestano lunghe radici ramificate. 


Le proprietà e le virtù del sedano o sedano rapa
Sedano

Nel sedano rapa (rapacem), la radice è tondeggiante, succosa e carnosa. Il fusto è un caule cilindrico, solcato e ramoso.

 

Le foglie radicali hanno un picciolo lungo, con base larga che abbraccia la parte inferiore del caule; il loro lembo ovato e pennatosette è profondamente inciso e ha margine dentellato; le mediane e le superiori sono più semplici e hanno un picciolo di lunghezza degradante verso l'alto.

 

I fiori, brevemente peduncolati, hanno la corolla a cinque petali bianco-verdastri e sono raccolti in molte infiorescenze a ombrella, poste al termine dei rami o opposte alle foglie; la loro fioritura avviene nei mesi di giugno e luglio.

 

I frutti ovoidali del sedano sono formati da due acheni ben distinti; i semi sono piccoli, bruni e gibbosi, ma con la parte interna piana.

 

Le proprietà e i benefici del sedano.

I principali PRINCIPI ATTIVI che qualificano il sedano come pianta salutare e terapeutica, sono: acido palmitico, anidride sedanica, asparagina, colina, fenolo cristallizzabile, glutamina, guaiacolo, mannite, sali di potassio, arsenico, calcio, ferro, fosforo, ecc., tirosina; le vitamine A, Bl, B2, C, K sono presenti, solamente, quando la pianta è allo stato fresco.

 

I sedani sono nutritivi, aperitivi, tonici, rimineralizzanti, antiscorbutici, rinfrescanti, depurativi, diuretici, antireumatismali, eliminatori epatici e polmonari, dimagranti, antisettici, antimalarici, rigeneratori del sangue, cicatrizzanti.

 

Importante è l'olio essenziale del sedano, per il contenuto in acido sedanonico, apiolo, limonene e sedanonina.

 

Le virtù afrodisiache del sedano di cui parlava Plutarco, secoli fa, sono confermate dalle ricerche scientifiche odierne: è dimostrato che una cura, a base di sedano, stimola, positivamente, l'apparato sessuale, con conseguente aumento del desiderio.

 

È stato provato anche che questa piccola, ma prodigiosa pianta ha un altro gradito pregio: come il selenio, le vitamine A, C, E, il SOD (superossido dismutase) e il guaranà, essa combatte la senescenza, rallentando i processi dell'invecchiamento del nostro organismo, mantenendoci, in tal modo, sani ed efficienti mentalmente: doni incredibili, poco costosi e a portata di mano.

 

La tradizione popolare usa, con successo, il decotto delle foglie contro i catarri della laringe e dei bronchi.

 

Il sedano nella dieta.

Ma l'azione afrodisiaca e quella antinvecchiamento non sono le sole proprietà terapeutiche con le quali il sedano ci cura: introdurre, nella nostra dieta, questo ortaggio, significa migliorare la digestione (perché esso è aperitivo e digestivo, in quanto stimola le ghiandole salivari e l'azione della bile), lenire i dolori reumatici, artritici e gottosi, proteggere l'apparato renale, aumentare la diuresi e combattere la litiasi (calcolosi renale) ed eliminare i gas intestinali.

 

Abbiamo messo nella stessa pagina il sedano rapa e il sedano in rami perché si tratta di varietà della stessa pianta: l'appio selvatico, e perché, malgrado leggere differenze, hanno nella loro composizione delle proprietà simili, benché l'uno dia la radice e l'altro le foglie.

 

Sono tutti e due deliziosi crudi in insalata; sono alimenti estremamente digeribili e rinfrescanti che diffondono efficacemente il loro sapore specifico e molto aromatico agli alimenti ai quali sono mescolati.

 

IL SEDANO IN FITOCOSMESI.

Impacchi con garze imbevute di succo di sedano nutrono e vivificano la pelle; il succo-collirio rende lucenti gli occhi. Sulla pelle resa ruvida o screpolata dall'aria gelida, gli impacchi tiepidi di decotto hanno una azione lenitiva disarrossante e ammorbidente.

 

TEMPO BALSAMICO.

Le foglie vanno colte da giugno a luglio, i semi in autunno e la radice al secondo anno di vita.

 

HABITAT.

Il sedano è una pianta diffusa sia coltivata che allo stato selvatico, ove predilige la vicinanza dei corsi d'acqua, i terreni incolti, umidi e paludosi.

Sedano: preparazioni, decotto, succo e centrifugato

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È bene consumare il sedano quando è fresco, perché l'essiccazione può alterare i Principi Attivi.

 

Decotto per curare catarro, bronchite e laringite, ecc.: bollire, a fuoco lento e per pochi minuti (oppure frullare e poi intiepidire) 25-30 g di foglie di sedano tritate, in un quarto di acqua, miscelata con mezzo litro di latte. Filtrare.

 

Decotto di foglie e gambi diuretico, antireumatico, antiartritico, ecc.: bollire, a fuoco lento, 30 g di foglie e gambi tritati, in un litro d'acqua. Lasciar intiepidire coperto e filtrare.

 

Decotto di semi aperitivo, digestivo, carminativo (cioè, sopprime i gas intestinali) ecc.: bollire, per 5 minuti, un cucchiaio colmo di semi, a fuoco lento. Macerare, a recipiente coperto per un quarto d'ora e filtrare.

 

Succo di sedano: è reperibile in farmacia e in erboristeria, ma lo si può preparare facilmente in casa, centrifugando il sedano precedentemente sminuzzato. Il succo può essere usato sia per via interna che per via esterna.

 

Polvere di sedano, aperitiva e digestiva: pestare nel mortaio, poi macinare nel macinino del caffè, i semi contusi.

 

SEDANO: DOSI PER USO INTERNO.

Decotto di foglie con acqua e latte: per curare i disturbi all'apparato respiratorio, bere 2 o 3 tazzine al giorno.

 

Decotto di foglie e gambi di sedano: berne più tazzine nell'arco della giornata.

 

Decotto di semi: 3 o 4 tazzine nell'arco della giornata; assunto mezz'ora prima dei pasti funge da aperitivo, dopo i pasti è digestivo.

 

Succo o centrifugato di sedano: 2 tazzine scarse, al dì, prima o dopo i pasti, a seconda delle necessità.

 

Il succo è vitaminizzante, aperitivo, digestivo e molto usato come febbrifugo (in quest'ultimo caso, portare la dose a 3 o 4 tazzine diluite nella giornata).

 

Polvere: 2 cucchiaini scarsi nell'arco della giornata, mescolata a miele, o marmellata, o veicolata in acqua. È una buona cura per reumatismi, artrite e gotta.

 

IL SEDANO PER USO ESTERNO.

Il succo è un ottimo cicatrizzante per le ulcere, serve come collirio e per fare gargarismi, specie per curare e guarire le noiose stomatiti e gengiviti.

 

Negli anni passati, quando molte persone soffrivano di geloni alle mani e ai piedi, si usava immergere queste estremità nel decotto caldo di sedano e frizionare la parte colpita dai geloni: la cura aveva successo!

 

DOSI PER USO ESTERNO.

Decotto di foglie e gambi di sedano, con latte e acqua: pediluvi 2 o 3 volte al giorno, contro i geloni.

 

Decotto: impacchi vitaminizzanti ed emollienti per la bellezza della pelle.

 

Succo: fare alcuni gargarismi contro afte e stomatiti, più volte al giorno; per curare geloni frizionare, delicatamente, la parte interessata, più volte al dì.

Curiosità sul sedano

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"Qui udo deproperare apio coronas curatve Myrto?" (In quale modo, affrettarsi a intrecciare, con cura, le corone, con sedano umido (leggi "fresco") e mirto? Così scriveva il grande poeta Orazio Flacco Quinto (Horatius Flaccus Quintus, Venosa 65 a. C. - Roma 8 a. C.), nelle sue celebri Odi, con chiaro riferimento all'usanza latina di intrecciare foglie di sedano su tralci di mirto per formare corone decorative.

 

I Romani, infatti, avevano l'abitudine di ornare, con corone benauguranti di mirto e sedano, le sale adibite ai loro proverbiali banchetti e alle orgiastiche feste.

 

Ma, tale funzione festosa era stata citata, in tempi ancor più antichi, dal celebre e cieco vate Omero (Chio o Smirne) che già aveva descritto simili ornamentali corone, specificando che erano però destinate ai vincitori dei giochi sportivi, in segno di gloria e onore.

 

A conferma e a testimonianza dell'importanza di questi amuleti portafortuna, da antichi reperti (516 a. C.) si apprende che la testa dei vincitori dei giochi Nemei e dei giochi Istmici di Corinto veniva cinta da corone intessute di sedano e di prezzemolo, sempre come segno bene augurante e di riconoscimento glorioso.

 

Abbinato al mirto o al prezzemolo, il sedano, come si è visto, fungeva sia da amuleto portafortuna, sia da premio per il migliore. Ma altri usi più sacrali spettavano a questo “versatile” ortaggio; infatti, come ha scritto il filosofo greco Plutarco, era usato anche per le corone funebri.

 

Pianta, quindi, dalle funzioni polivalenti, il sedano era propiziatorio e presenza tutelare delle feste romane, serto glorioso per atleti vincenti, presenza luttuosa che accompagnava l'uomo all'ultima dimora e, soprattutto, ortaggio salutare e terapeutico.

 

Plutarco (Cheronea, Beozia ca 46 d.C. - ivi, ca 127 d.C.), storico greco, moralista e profondo conoscitore di fisica e di scienze naturali, descrivendo i costumi e gli usi dell'epoca, riportò, nei suoi scritti, la famosa frase popolare: "Ha bisogno di sedano", annunciante l'imminente morte di qualcuno!

 

Molto più tardi, nel periodo rinascimentale, al contrario, l'uso del sedano era garanzia di vita, vitalità ed energia sessuale: aspetti plurimi e, talvolta, antitetici (morte ed esaltazione della vita), di questa pianta.

 

In quel perìodo, infatti, il sedano era usato per potenziare l'energia e il desiderio, tanto che Castore Durante, medico e botanico insigne, consigliava alle donne di mangiare il seme del sedano, per acuire il loro desiderio o, meglio, come scrisse lui stesso perché le rendeva più disponibili “alle cose veneree...”

 

 

Amante dell'acqua, che è il suo habitat preferito, il sedano rispecchia, nel suo nome latino “apium”, questa predilezione per gli ambienti acquosi o umidi. “Apium”, infatti, deriva dal celtico “apon” che significa, appunto, “acqua”.

 

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