Rafano: proprietà e benefici

Il rafano (Armoracia rusticana), detto anche barbaforte, appartiene alla famiglia delle Crocifere. È una pianta originaria dell'Europa orientale e dell'Asia di cui si utilizza la radice rizomatosa, che presenta una buccia scura e una polpa color crema.


Rafano o barbaforte: proprietà e benefici e preparazioni
Rafano

In cucina si presta alla realizzazione di ottime salse saporite e piccanti, mentre la tradizione popolare sostiene che la sua efficacia come rimedio curativo sia maggiore nei mesi il cui nome contiene la lettera R" (per esempio febbraio, marzo o settembre).

 

Il rafano, come anche il crescione, la senape e alcune Liliacee (per esempio, aglio e cipolla), è ricco di principi attivi, in particolare di glucosidi solforati: quando si pratica un'in­cisione sulla superficie della pianta, il glucoside sinigrina entra in contatto con l'enzima mirosinase e si trasforma in solfuro di aliile, un ottimo antibiotico naturale.

 

In passato faceva parte delle riserve alimentari che veniva­no caricate sui velieri impegnati in lunghe traversate, poi­ché, grazie al suo alto contenuto di vitamina C. zolfo e po­tassio, proteggeva i marinai dal pericoloso scorbuto.

 

A dosi non troppo elevate il rafano stimola la circolazione sanguigna superficiale, proprietà che appena benefici anche a livello generale favorendo sia l'apporto di ossigeno e sostanze nutritive alle cellule, sia l'eliminazione delle tossi­ne; stimola inoltre la diuresi e la secrezione di bile.

 

La presenza in questa radice di glucochinine, sostanze che abbassano il livello della glicemia nel sangue, ne fa un valido sussidio nella cura del diabete. E indicato infine in caso di stitichezza cronica.

 

Il suo utilizzo è sconsigliato a chi soffre di problemi ai reni, ulcera o acidità di stomaco e alle donne in gravidanza.

Rafano: ricette e posologia

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È possibile sfruttare le proprietà e i benefici del rafano per bloccare sul nascere i raffreddori: se non avete lo stomaco irritabile, mangiate per alcuni giorni consecutivi 50 g di rafano fresco appena grattugiato.

 

Per la cura di tosse, disturbi asmatici, malattie da raffreddamento con o senza febbre è molto indicato il miele al rafa­no: unite 3 cucchiai da tavola di miele a un cucchiaio da tavola di rafano grattugiato, amalgamate bene e prendete un cucchiaino da té 5 volte il giorno.

 

Questo preparato scioglie il catarro, facilita la respirazione e aiuta a combattere i batteri patogeni. La presenza del miele, che ha potere lenitivo sulle vie respiratorie, permette di nascondere (almeno in parte) il gusto piccante del rafano, ma se soffrite di diabete dovete rinunciarvi.

 

Se desiderate un'azione ancora più forte, aggiungete al preparato un cucchiaio da tavola di cipolla finemente tritata e 5 cucchiai di acqua, portate il tutto a ebollizione e lasciate raffreddare. La posologia è quella indicata in precedenza.

 

Contro sciatalgie, dolori reumatici e cefalee vi consigliamo degli impacchi al rafano.

 

Grattugiate finemente un pezzo di radice di rafano delle di­mensioni di circa 10 cm e unite un po' d'acqua in modo da ottenere un composto cremoso, non troppo liquido.

 

Stendetene uno strato di 1 cm al centro di un telo di lino, ripiegate i lembi e appoggiate la compressa così ottenuta sulle parti doloranti, sul collo in caso di cefalea, per non più di 5 minuti.

 

Dopo 10 minuti ripetete l'applicazione. Se avete la pelle molto sensibile, passate un po' di olio per la cura del corpo sulla parte da trattare.

 

La tintura alcolica di rafano è di aiuto per pulire e disinfettare le ferite che stentano a cicatrizzare. Grattugiate un pez­zo di radice delle dimensioni di circa 6 cm, mettetelo in un vasetto da conserva e aggiungete alcol al 70% in modo da ricoprirlo completamente.

 

Fate riposare per un paio d'ore, quindi filtrate il tutto ricordandovi di spremere la parte che si è raccolta nel colino prima di gettarla. Diluite la soluzione con acqua in parti uguali, e applicate questo disinfettante mediante una garza o direttamente sulla ferita.

 

L'infuso di rafano combatte influenza, febbre e infezioni al­le vie urinarie: per prepararlo è sufficiente versare dell'ac­qua bollente su un cucchiaio da tavola di rafano grattugiato o grossolanamente tritato, coprire il contenitore per non disperdere gli oli essenziali e lasciare in infusione 5 minuti. Potete berne 3-4 tazze il giorno.

 

Un cucchiaino da té di rafano grattugiato in un bicchiere di latte tiepido, preso di sera, agisce contro i disturbi della digestione. Bevetelo all'occorrenza, oppure fate una vera e propria cura di latte al rafano, un bicchiere ogni sera per 2-3 settimane, se siete soggetti a questo tipo di problema.

 



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