Verità e bugie nella nostra alimentazione

Le uova nuocciono al fegato, la carne fa ammalare, il vino è dannoso... vero o falso? 

Dipende da quantità, qualità, trattamento, frequenza di consumo. 

Verità e bugie nella nostra alimentazione.

Un'alimentazione corretta fa bene alla salute.

Sembra la cosa più ovvia del mondo, una banalissima regola di buon senso, ma Stefano Zurrida dell'Università degli Studi di Milano lo ha sostenuto in modo particolarmente chiaro e incisivo in un suo recente studio svolto con Carlo Cipolla.

 

Medici e ricercatori dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano da tempo si spendono in campagne d'informazione su temi di particolare importanza, come quello dell'alimentazione, mettendo in evidenza pregiudizi e semplificazioni salutistiche che circondano alcuni comportamenti quotidiani, anche se non tutti nell'Istituto sono in sintonia!

 

Il tumore è per definizione una malattia ambientale, vale a dire strettamente correlata all'aria che respiriamo, ai compor­tamenti e a ciò che mangiamo o beviamo ogni giorno.

 

«Tra questi fattori, tuttavia - dice il professor Zurrida - l'alimentazione ha un'incidenza intorno al 35% sullo sviluppo di certe patologie, proporzionalmente più alta, per esempio, del fumo di sigaretta » (dati IARC, International Association of Cancer Registries e AIRTUM, Associazione Italiana Registri Tumori).

 

Molto resta da indagare sulla relazione dieta/rischio di malattia oncologica, ma ciò che si può suggerire, accanto a uno stile di vita salutare, è una dieta bilanciata e diversificata, con alimenti valutati in base ai nutrienti che apportano alla dieta giornaliera.

 

Non ci sono quindi cibi buoni o cattivi in assoluto, l'importante è non oltrepassare il limite giornaliero che una dieta equilibrata prevede per ogni categoria di alimento.

Alimentazione e rischio di malattia.

Carni, salumi, uova, formaggi sono stati spesso indicati come fattori di rischio per certe patologie.

 

«Ma - precisa Zurrida - è stato rilevato che, per esempio, le popolazioni che li consumano quotidianamente a colazione addirittura si ammalano meno di infarto del miocardio rispetto agli Italiani, sempre che le quantità ingerite rimangano nei limiti previsti dalle tabelle nutrizionali giornaliere».

 

Inoltre, studi recenti, condotti su un largo campione, hanno evidenziato che una dieta totalmente priva di carne e derivati, quindi povera di vitamina B 12 e ferro, può avere, in particolare sugli individui nell'età dello sviluppo, un impatto molto negativo non solo sullo sviluppo e sulle performance cognitive, ma anche sulla crescita, sul metabolismo e sul sistema immunitario, riducendo fortemente le difese contro le malattie infettive.

 

Il ferro biodisponibile (cioè immediatamente assorbito dall'organismo ) è contenuto nella carne per il 20%, mentre nelle verdure soltanto per 11%; per questo l'apporto di nutrienti della carne si rivela particolarmente importante in determinate fasi della vita.

 

Equilibrio nei consumi e controlli alla fonte.

 

Per un vero benessere serve un'alimentazione più povera in quantità, ma più ricca in qualità, dice Zurrida includendo tutti i cibi, anche di origine animale.

 

Frutta e verdure svolgono senz'altro un'azione protettiva, ma non bisogna criminalizzare carne, pesce e latticini». Fondamentale però accertare come sono allevati gli animali o coltivate frutta e verdure.

 

Oggi la catena alimentare (il complesso degli organismi che dipendono l'uno dall'altro per il nutrimento) è diventata molto complessa, per questo è sempre più importante verificare la qualità d'origine e il rigore di ogni passaggio, inclusa la modalità di preparazione, conservazione e cottura di ogni cibo.

 

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Fonte: nostre elaborazioni su fonti diverse.

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