Paleodieta

La paleodieta viene utilizzata dagli specialisti in allergologia e immunologia clinica per avere un primo orientamento di diagnosi su eventuali intolleranze alimentaridura circa venti giorni e si divide in due fasi.


Paleodieta o dieta età della pietra
Paleodieta

 

Come funziona la paleodieta.

 

Fase 1.

Per sette giorni si introduce un numero ridotto di alimenti, scelti tra quelli che più raramente danno luogo a intolleranze.

 

Si tratta in genere di alimenti che l'uomo (presumibilmente) consumava già durante l'età della pietra, lasciati allo stato naturale, e possibilmente poco inquinati e senza additivi (senza conservanti, coloranti, emulsionanti, eccetera).

 

Alimenti vietati nella paleodieta.

Tutti i cibi prodotti industrialmente, in scatola o precotti.

Tutti i tipi di leguminose, di cereali e derivati (pasta, pane, torte, eccetera). Zucchero (tranne il fruttosio) e dolci.

Bevande gassate, vino, birra e alcolici.

Latte e latticini, formaggio e margarina.

Insaccati (a eccezione della bresaola), carne di maiale, di vitello o vitellone e uova.

Frutta secca.

Caffè, té e cioccolato.

 

Fase 2.

Terminata la prima fase si reintroducono uno per volta, a distanza di due giorni, i cibi finora eliminati; se in un lasso di tempo che va da 30 minuti a 48 ore ricompaiono dei sintomi, si è probabilmente trovato l'alimento che provoca i vari disturbi.

Paleodieta: esempio di menù

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Paleodieta, ecco un esempio di menù.

 

Prima colazione:

frutta fresca, lavata e sbucciata.

 

Pranzo:

pesce fresco (tranne frutti di mare o crostacei). verdure fresche condite con sale marino, pepe appena macinato, olio di oliva, succo di limone; patate bollite.

 

Cena:

carne fresca (agnello, manzo, tacchino, coniglio) cui si toglie ogni

parte grassa; insalate e verdure fresche.

 

Bevande:

acqua, tisane, centrifugati di frutta preparati al momento.

 

Spuntini:

frutta fresca.

 

Con la paleodieta si tenta di riprodurre, per un breve periodo, il modo di alimentarsi dell'età della pietra, eliminando il più possibile tutti i cibi "trattati" industrialmente. Si pensa, infatti, che siano questi ultimi i principali responsabili dei fenomeni di intolleranza alimentare.

 

Che cosa dicono gli esperti.

La paleodieta è uno strumento agile e di facile esecuzione, anche se non particolarmente preciso; tuttavia, è utile per formulare delle diagnosi preliminari.

 

La prima fase può essere anche praticata occasionalmente come periodo di riposo per l'organismo.

Solitamente, le funzioni digestive risultano migliorate dopo una settimana di questa dieta.

 

Per scoprire gli alimenti ai quali una persona è intollerante, è preferibile e comunque più comodo eseguire un test specifico, come per esempio il DRIA test.

 

Prima di sottoporsi a questo test (per altro eseguibile in molte città italiane, e con un responso diagnostico entro poche ore).

 

 

Controindicazioni della paleodieta

Indicazioni. Sospette intolleranze alimentari.

 

Controindicazioni.

Diabete, insufficienza renale, cardiopatie e gravidanza sono condizioni che rendono indispensabile l'approvazione del medico, prima di intraprendere la paleodieta.

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