Curcuma: proprietà e benefici

La curcuma ha sempre richiamato alla mente gustosi piatti indiani dall'aroma avvolgente e fino a poco tempo fa le sue proprietà terapeutiche erano poco note alla medicina occidentale, come l'enorme potenziale della curcuma, oggi annoverata tra gli alimenti antitumorali più significativi. 


Le virtù e le indicazioni terapeutiche della curcuma
Curcuma longa

Numerosi studi scientifici dimostrano che la curcuma esercita un'azione preventiva particolare contro il cancro al colon e alla prostata.

 

Questa spezia si è rivelata efficace anche per ridurre il colesterolo, stimolare il sistema immunitario, lenire artrite e reumatismi.

 

Le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche ne fanno un potente rimedio contro molte patologie.

 

I principali elementi costitutivi della curcuma.

Quando si parla di curcuma, in genere si intende la varietà chiamata Curcuma longa. E questa infatti la specie che conterrebbe la quantità maggiore di curcumina, sostanza dalle numerose virtù, tra cui proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

 

Esistono altre specie di curcuma (per esempio la Curcuma zeodaria e la Curcuma wenyujin), ma la loro composizione può risultare diversa da quella della Curcuma longa.

 

I curcuminoidi.

La curcuma è diventata famosa grazie agli studi condotti da scienziati che hanno scoperto la presenza di sostanze interessantissime, pigmenti fendici chiamati curcuminoidi. Si tratta di principi attivi che conferiscono un colore giallo-arancio e possiedono varie proprietà terapeutiche interessanti per il mondo scientifico.

 

I curcuminoidi sono infatti importanti sostanze antinfiammatorie e antiossidanti, ma presentano altresì proprietà antitumorali. Hanno la caratteristica di non dissolversi nell'acqua, perché sono più densi; risultano tuttavia liposolubili.

 

Inoltre, non temono il calore, ma sono sensibili all'esposizione alla luce. Oggi la ricerca si focalizza soprattutto sulle proprietà di certe molecole che fanno parte dei curcuminoidi, in particolare le curcumine. Queste ultime presentano infatti varie virtù terapeutiche molto interessanti.

Le virtù terapeutiche della curcuma

Sponsorizzato

Ecco i motivi principali per incoraggiare il consumo della curcuma.

Per facilitare il processo digestivo.

Per mantenere l'equilibrio del transito intestinale e contribuire a ripristinarlo.

Per stimolare il funzionamento del fegato e rigenerare le cellule epatiche.

Per prevenire e trattare le ulcere.

Per ridurre le flatulenze.

Per dimagrire.

Per prevenire l'infiammazione e in caso di processo infiammatorio in corso.

Per prevenire o alleviare artrite e reumatismi.

Per prevenire l'aterosclerosi e le patologie cardiovascolari.

Per prevenire la malattia di Alzheimer.

Per conservare il colesterolo buono o ridurre quello cattivo.

Per alleviare problemi cutanei quali acne, eczema, micosi ecc.

Nell'uomo, per prevenire le malattie della prostata.

Per proteggersi dai radicali liberi, tra i maggiori responsabili dell'invecchiamento cellulare.

Per agevolare la fluidificazione del sangue.

Per prevenire e contrastare il cancro. Leggi anche: Curcuma la spezia anticancro

 

Esaminiamo in dettaglio i vari effetti della curcuma, sia in prevenzione sia come aggiunta ai trattamenti.

La curcuma per la digestione.

Oggi l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riconosce ufficialmente che la curcuma esercita un'efficace azione su determinati disturbi digestivi.

 

Da secoli nella medicina ayurvedica questa spezia è nota per le sue proprietà digestive, giacché aiuta in caso di dispepsia (problemi di digestione) e accumulo di tossine. Il sapore lievemente piccante della curcuma stimolerebbe l'appetito e favorirebbe la digestione aumentando la secrezione gastrica.

 

Nella tradizione indiana la spezia è in grado di attenuare infiammazioni dell'apparato protettiva digerente, colite, dispepsia, gastrite, diarrea, flatulenze, gonfiori e nausea. Avrebbe inoltre il potere di accrescere la secrezione degli enzimi pancreatici.

 

La curcuma svolgerebbe un'azione protettiva sulle mucose gastriche (sarebbe in grado di aumentare la quantità di mucina prodotta dalle mucose), esercitando cosi un effetto antiulceroso. Alcuni esperimenti condotti sugli animali hanno infatti dimostrato che la curcuma inibisce la produzione di acido gastrico.

 

Gli esperimenti condotti sull'uomo mostrano che un'assunzione abbondante (all'incirca tre grammi) e quotidiana di curcuma per tre mesi permetterebbe di ridurre in maniera decisa le ulcere gastriche. Pare tuttavia che dosi troppo elevate ne favoriscano la formazione. Occorre pertanto condurre ulteriori studi per stabilire le dosi ideali nel trattamento dell'ulcera.

 

L'azione della curcuma su fegato e cistifellea.

Secondo i numerosi studi effettuati sugli animali, la curcuma esercita un'azione protettiva su uno degli organi più importanti, il fegato. Viene dunque detta epatoprotettiva, giacché aiuta a prevenire l'infiammazione del fegato e della cistifellea.

 

Uno studio sui topi ha rivelato un effetto antiepatotossico. I ricercatori hanno somministrato a topi da laboratorio una sostanza tossica per il fegato (tetracloruro di carbonio). Contemporaneamente, hanno aggiunto alla razione alimentare degli animali estratti di curcuma.

 

Hanno constatato che l'assunzione di curcumina (prima o durante la somministrazione della sostanza tossica) permetteva ai topi di evitare i danni al fegato. L'effetto epatoprotettivo della curcuma è stato avvalorato da osservazioni su colture di cellule epatiche in vitro messe a contatto con i curcuminoidi.

 

Nel 1999 uno studio tedesco ha inteso esaminare l'azione della curcuma e della celidonia su trentanove pazienti che soffrivano di dolori addominali ed epatici. I risultati ottenuti hanno dimostrato durante la prima settimana di trattamento una riduzione dei dolori più rapida nei pazienti che assumevano il farmaco rispetto a quelli che avevano ricevuto il placebo.

 

Durante il periodo di trattamento, rispetto al gruppo placebo analoga si è dimostrata nei pazienti che avevano ricevuto il farmaco la diminuzione degli altri disturbi (intolleranza alimentare, nausea, vomito, meteorismo), in questo studio considerati variabili secondarie.

 

Lo studio ha altresì dimostrato che nei pazienti i quali avevano assunto la curcuma in associazione alla celidonia non erano comparsi effetti collaterali.

 

Per di più, la curcuma favorirebbe la secrezione e l'eliminazione della bile. Grazie all'azione colagoga, agevola infatti la degradazione degli acidi grassi. Alcuni studi hanno dimostrato che il fatto di aumentare la quantità di curcumina nell'alimentazione dei topi permetteva di accrescere la secrezione biliare. I calcoli biliari si riducevano quindi in maniera assai significativa: all'incirca dell'ottanta per cento per un'assunzione di dieci settimane.

 

L'azione antinfiammatoria della curcuma.

La curcumina possiede un effetto antinfiammatorio molto efficace, che la medicina ayurvedica conosce da millenni. Non esistono controindicazioni per l'apparato digerente (non si constata irritazione a livello gastrico o intestinale), contrariamente a numerosi antinfiammatori classici.

 

La curcuma esercita un'azione valida quanto quella dei corticosteroidi, senza i tipici effetti collaterali.

Come antinfiammatorio, il campo d'applicazione è vastissimo. La curcuma si utilizza per lenire le infiammazioni a livello articolare, digestivo, respiratorio, intestinale e cutaneo.

 

Numerosi articoli scientifici riportano l'attività antinfiammatoria degli estratti di curcuma. Questa spezia risulterebbe efficace in caso d'infiammazione cronica (per esempio artrite e granuloma) o acuta (infiammazioni edematose, tendiniti).

 

Alcuni studi hanno dimostrato gli effetti antinfiammatori della curcumina somministrata per via orale (tra i 375 e i 1200 mg al giorno) in ambito post­operatorio. Consente inoltre di ridurre i sintomi in caso di artrite reumatoide. L'assunzione di 120 mg di curcumina al giorno avrebbe permesso ad alcuni pazienti di lenire i sintomi causati dall'artrite.

 

I sintomi si sono attenuati anche in caso di affezioni oftalmiche, per esempio uveite anteriore e cronica. La curcuma potrebbe inibire un certo numero di funzioni che entrano in gioco nel fenomeno dell'infiammazione. A presentare proprietà antinfiammatorie è la azione parte oleosa e volatile (corrispondente all'olio essenziale).

 

Alcuni ricercatori ne paragonano materia l'azione a quella del cortisone, senza la tossicità di quest'ultimo. È infatti importante sottolineare che numerosi studi ribadiscono l'assenza di tossicità della curcuma. Al momento non è stato segnalato nessun effetto collaterale.

 

La curcuma esercita un potere antinfiammatorio anche per uso esterno. Un rimedio della medicina ayurvedica consiste nel miscelare curcuma e succo di limone per alleviare i dolori articolari e muscolari. Un altro noto rimedio associa curcuma e pepe nero. Questa miscela viene applicata sulla parte interessata per alleviare il dolore e ridurre l'infiammazione.

 

Il potere antiossidante della curcuma.

La curcuma possiede un potere antiossidante molto potente e noto da parecchio tempo. Fin dal 1995 gli studi scientifici hanno sottolineato il fatto che un'alimentazione contenente curcumina è in grado di ridurre lo stress ossidativo.

 

Tale azione è efficace al punto che la curcuma è stata attualmente inserita tra gli alimenti riconosciuti più antiossidanti. È stata classificata allo stesso livello della vitamina E, della vitamina C o della superossido dismutasi.

 

In altre parole, la curcuma è efficacissima nella lotta contro l'azione dei radicali liberi, i maggiori responsabili dell'invecchiamento cellulare. L'azione antiossidante della curcuma è di un'importanza fondamentale, perché permette di conservare il normale funzionamento delle cellule e, di conseguenza, dell'intero organismo.

 

Curcuma e diabete.

Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato l'effetto della curcuma e del suo principio attivo, la curcumina, sul diabete mellito dei topi. Per il momento le sperimentazioni riguardanti gli effetti della curcuma e delle curcumine sul diabete sono state svolte solo sui roditori.

 

In uno studio, i ricercatori hanno indotto il diabete nell'animale utilizzando un composto organico, l'allossano, in grado di esercitare una tossicità selettiva sulle cellule pancreatiche produttrici d'insulina.

 

Hanno poi somministrato curcuma ai topi diabetici, constatando una significativa riduzione della glicemia, dell'emoglobina e del livello di emoglobina glicata. La somministrazione di curcuma e di curcumina ha altresì permesso di ridurre lo stress ossidativo nei topi diabetici.

 

Vari studi hanno confermato l'azione favorevole della curcumina sul profilo lipidico e sullo stress ossidativo, spesso alterati in caso di diabete. Negli esperimenti sugli animali, i ricercatori hanno constatato che l'assunzione di curcumina permette un effetto normalizzante della glicemia.

 

Inoltre, altri studi (sempre sugli animali) hanno rivelato l'effetto benefico della curcumina sulle complicazioni associate alla malattia. In un caso questi studi hanno provato che la somministrazione di curcumina permette di ridurre le lesioni renali associate al diabete, mentre in un altro è stato constatato che la curcumina potrebbe prevenire la formazione di cataratta causata dalla malattia.

 

Curcuma e colesterolo "cattivo" (LDL).

Da una trentina d'anni gli scienziati studiano la capacità della curcumina di ridurre i livelli di colesterolo cattivo, mantenendo "pulite" le arterie. Alcuni studi hanno dimostrato che l'assunzione di curcumina permette di ridurre la colesterolemia; gli effetti sono stati ritenuti associati alla regolazione positiva dei recettori LDL.

 

I ricercatori hanno aggiunto piccole dosi di curcumina all'alimentazione di cavie da laboratorio, constatando che, rispetto agli animali cui non era stata somministrata, i livelli di colesterolo si erano ridotti del cinquanta per cento negli animali che avevano assunto la curcumina.

 

Alcuni ricercatori indiani hanno dimostrato, con un altro studio svolto su volontari, che i livelli di colesterolo HDL (quello "buono") aumentavano se i soggetti assumevano curcumina.

 

Nello stesso tempo, calava il colesterolo totale. Uno studio recente ha rivelato la capacità della curcumina di inibire l'assorbimento del colesterolo a livello delle cellule intestinali.

 

Curcuma e aterosclerosi.

Grazie alla sua azione antiossidante, la curcuma previene la perossidazione lipidica, ivi compresa quella del colesterolo. E un aspetto importantissimo, perché il colesterolo ossidato che si deposita nelle membrane delle arterie costituisce un fattore cruciale nello sviluppo dell'aterosclerosi.

 

Nel  suo articolo sulla curcuma pubblicato su Phytothempie (febbraio 2008), S. Loap riporta un esperimento svolto in Spagna. I medici hanno somministrato a diciotto conigli un'alimentazione ricca di colesterolo, per indurre aterosclerosi.

 

Li hanno poi divisi in tre gruppi: il primo ha ricevuto 1,66 mg di curcumina per chilo corporeo, il secondo 3,2 mg e il terzo ha funto da gruppo di controllo. Dopo sette settimane, i ricercatori hanno constatato che nel gruppo alimentato con la dose più lieve di curcumina la sensibilità del colesterolo LDL all'ossidazione si era ridotta e che i due gruppi con l'integrazione presentavano livelli inferiori di colesterolo.

 

La curcuma come fluidificante del sangue.

La curcuma contribuisce a fluidificare il sangue, il che permette di contrastare l'aggregazione piastrinica, esercitando così un effetto preventivo su certe patologie cardiovascolari. Grazie alla doppia azione antinfiammatoria e fluidificante, la curcumina contenuta nella spezia esercita una prevenzione sulla tromboflebite.

 

La curcuma contro batteri e funghi.

Gli estratti di curcuma hanno il potere di inibire lo sviluppo di un certo numero di batteri (gram-positivi e gram-negativi). Inoltre, esercitano un effetto antimicotico, cioè contrastano la formazione e la proliferazione di certi funghi patogeni.

 

La curcuma si dimostra pertanto utile per un gran numero di infezioni microbiche, in particolare per quelle della gola e dell'intestino. Contribuisce infatti al mantenimento di una corretta igiene intestinale.

 

Curcuma e Helicobacter pylori.

Uno studio indiano pubblicato nel 2009 ha inteso dimostrare gli effetti della curcuma sullo sviluppo dell’Helicobacter pylori, batterio associato a varie malattie, quali gastrite, ulcera gastroduodenale e tumore allo stomaco.

 

Nel corso dello studio è stata esaminata l'attività antibatterica della curcumina. Il suo effetto antimicrobico è stato constatato sui topi. La curcumina ha rivelato un immenso potenziale terapeutico contro l'infezione da Helicobacter pylori; si è dimostrata inoltre assai efficace per l'eliminazione del batterio dai topi infetti.

 

Questo studio fornisce nuove informazioni sugli effetti terapeutici della curcumina contro l’Helicobacter pylori, il che ne suggerisce il potenziale come terapia sostitutiva e apre la strada a nuovi studi sull'individuazione di altri effetti antimicrobici della curcumina.

 

La curcuma per la prostata.

Negli ultimi dieci anni, alcune approfondite ricerche hanno indicato che la curcumina può sia prevenire sia trattare le patologie della prostata. Nel 2008 uno studio cinese ha dimostrato che la curcumina era in grado di favorire l'apoptosi (morte cellulare programmata) di cellule malate nella prostata dell'uomo.

Altre indicazioni della curcuma

Sponsorizzato

La curcuma porta sollievo in caso di infiammazioni cutanee. In India, viene utilizzata per trattare certe malattie della pelle: micosi, irritazioni cutanee, piaghe, ulcere ecc. Cosparsa sulla cute o applicata in forma di tintura, la curcuma favorirebbe la cicatrizzazione.

 

La curcuma pare recare sollievo in caso di dolori post-operatori. Viene utilizzata per contrastare i dolori e i disagi legati al ciclo femminile. Utile in caso di dismenorrea e amenorrea, contribuisce a regolarizzare e ripristinare il ciclo. Per questo motivo, ad alte dosi è sconsigliata in gravidanza.

 

Grazie all'azione immunomodulante, la curcuma può stimolare l'attività del sistema immunitario, regolarizzando l'azione di certe cellule come i macrofagi e i linfociti. Nel corso di esperimenti sugli animali, la curcumina ha dimostrato la sua efficacia nella prevenzione di patologie oftalmiche.

 

In particolare, svolgerebbe un'azione contro l'uveite (infiammazione dell'uvea, una membrana oculare posta tra la sclera e la retina).

 

Oggigiorno sappiamo che la maggior parte delle malattie degenerative associate all'età, che caratterizzano il nostro secolo, è legata allo stress ossidativo subito dalle cellule.

 

La curcuma rivela tutta la sua importanza nel ruolo di prevenzione, ma anche in quello a sostegno delle cure.

 

Ti potrebbe interessare anche:  Curcuma per dimagrire

 

Lasciate un vostro commento sulle straordinarie proprietà della curcuma, grazie!

Sponsorizzato


Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Dieta dimagrante veloce (domenica, 06 marzo 2016 14:10)

    Vi proponiamo un piccolo riassunto sulle ultime scoperte compiute sulla nostra preziosa spezia.
    Sebbene non sia da considerare una scusa per fumare, alcuni lavori pubblicati nel 2010 presso il Centro Gandhi di ricerca sul cancro in Kerala (India) hanno evidenziato che la curcumina protegge dai danni della nicotina riducendo i segnali di proliferazione delle cellule cancerose. Nel luglio 2009 il Dipartimento di farmacologia dell’Università di Chandigarh (India) ha pubblicato un importante lavoro sulla somministrazione
    A LUNGO TERMINE di curcumina e i suoi benefìci sulla memoria, lo stress ossidativo e la tossicità prodotta dall’alluminio nei tessuti, ivi compresi quelli del cervello.
    David Murphy e colleghi hanno pubblicato sull’American Journal of Physiplogy un rapporto sugli effetti della curcumina nel recupero dell'attività di muscoli lesi dalla pratica di sport violenti.
    Verso la fine del 2008, il Dipartimento di oncologia ed ematologia della Facoltà di medicina di Berlino ha pubblicato un rapporto sui benefìci dell'assunzione di curcumina nel trattamento dei disturbi
    Nel 2010, l'equipe di Pisano ha pubblicato sul n. 9 di Molecular Cancer un lavoro dimostrativo del ruo­lo dei principi attivi tipo curcumina sul melanoma.
    Nel luglio 2009, a Los Angeles, Milan Fiala e colleghi pubblicano sul Journal of Alzheimer's Disease i primi risultati di un lavoro svolto sull'importanza della vitamina D3, da sola o associata alla curcumina, per contrastare la malattia di Alzheimer, reazione mediata dal sistema immunitario. Si tratta di un'altra strada di ricerca contro questa temibile forma di degenerazione.
    Nell'ottobre 2010, sul n. 62 di Nutrition et Cancer, Vashali e colleghi forniscono le prove dei benefìci dati dall'assunzione nutrizionale a lungo termine di curcumina e resveratrolo (presente nel vino) associati ai trattamenti per il tumore al colon-retto.
    Verso la fine del 2008 un'equipe del reparto di oncologia presso l'Università dell'Oklahoma (Stati Uniti) pubblica su Nutr. Cancer i risultati di uno studio che dimostra come l'associazione curcumine/omega-3 del pesce inibisca i tumori pancreatici (riduzione del volume della massa tumorale in funzione degli apporti nutrizionali di curcumina).
    Circulation Journal rivista giapponese specializzata in ambito cardiovascolare, pubblica nel giugno 2010 il lavoro dell'equipe di Tastuya Morimoto, che apre una nuova via nel trattamento delle conseguenze date dallipertensione arteriosa e di quelle post-infarto sulle cellule del cuoce, grazie a un composto naturale: la curcumina.
    Sull'argomento esistono migliaia di altri lavori già pubblicati, messi in ano in protocolli specifici e accuratamente inquadrati. In situazioni così gravi non si tratta di improvvisare soluzioni, bensì di cominciare a immaginare i benefici dell'utilizzo a lungo termine della curcuma e delle miscele di spezie che la contengono.
    Questi studi di base aprono la strada ad altre risposte, esaminando e confermando oppure negando pratiche osservazioni ancestrali. Tuttavia, quando è in gioco la cura di se stessi e dei propri cari per tutta la vita e sotto tutti gli aspetti, non va tralasciato nulla. Nessun indizio può essere trascurato. Lo staff.