Ginseng: controindicazioni ed effetti collaterali

Il ginseng è molto sicuro, certamente ha meno controindicazioni di quante ne possano avere i normali medicinali e anche sostanze molto comuni, come il caffè.

 


Ginseng: controindicazioni ed effetti collaterali
Radice di ginseng

Precauzioni d'impiego. 

 

L'assunzione del ginseng è utile in moltissime situazioni, sia a scopo preventivo che curativo.

 

È un rimedio molto efficace e nello stesso tempo anche sicuro, molto più naturale e  meno "invasivo" rispetto ai farmaci di sintesi.

 

Per ottenere i risultati migliori basta seguire alcune semplici indicazioni.

 

Alcuni autori consigliano di assumere il ginseng lontano dai pasti e di accompagnarlo, se possibile, ad alcune sostanze naturali che facilitano i processi gestivi, come lo zenzero, la liquirizia, la genziana, la maggiorana o la camomilla.

 

Assunzione prolungata, ma non troppo.

l’assunzione del ginseng è ancora più efficace se non si riduce a una forte dose per pochi giorni, ma se viene impiegata una dose equilibrata per una settimana o più settimane.

 

Però non è consigliato assumere costantemente ginseng per periodi lunghi mentre è più indicato interrompere la cura periodicamente per un mese.

 

La durata dell'assunzione varia poi in base alle necessità. Se si tratta di far fronte a una situazione particolare o di dare energia all'organismo stressato bastano poche settimane; per rinforzare il corpo contro i disturbi della vecchiaia o della menopausa, l'assunzione si prolungherà per vari mesi.

Effetti collaterali del ginseng

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Sono stati eseguiti numerosi studi sull'eventuale tossicità e sui possibili effetti collaterali del ginseng.

 

È considerato assolutamente innocuo e non tossico alle dosi normali e in generale anche poco pericoloso se assunto a dosi elevate. È meno tossico, ad esempio, dello stesso caffè e anche delle radici di liquirizia, che se assunti in dosi molto elevate hanno comunque delle conseguenze dannose sul corpo.

 

Anche gli effetti collaterali sono molto ridotti e si verificano solo in casi particolari: dosi davvero eccessive, assunzioni molto prolungate (per tanti mesi o anni), uso a tarda sera (per quel che riguarda gli effetti sul sonno).

 

Vi possono essere persone particolarmente sensibili, alle quali il ginseng può provocare problemi nel dormire; ma il ginseng ostacola il sonno meno di altre sostanze, come il caffè, la cola o le bevande energizzanti.

 

Un altro effetto collaterale può essere una certa irrequietezza e uno stato di tensione nervosa, ma questo si verifica di solito se il ginseng viene assunto assieme a una quantità elevata di sostanze stimolanti quali la caffeina, ed è dovuto a una forte stimolazione del sistema nervoso: da qui dunque l'invito ad evitare di associare il ginseng con caffè o a bevande eccitanti.

 

D'altra parte c'è da dire però che l'effetto stimolante è proprio quello che molte persone vanno cercando attraverso l'assunzione di ginseng, ed è quindi di naturale attenderselo.

 

Non è una sostanza pericolosa.

In sostanza i rischi che si corrono assumendo ginseng sono davvero molto ridotti. Infatti secondo l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), il ginseng non ha controindicazioni particolari.

 

L'Oms ha dato anche indicazioni sulla dose giornaliera consigliata: per un adulto dovrebbe essere equivalente a 1-2 grammi di ginseng al giorno, oppure a una dose da 100 a 400 mg di estratto standardizzato (mediamente la dose consigliata per un uso normale è di 200 mg di estratto standardizzato).

 

Secondo il Food and Drug Administration americano, l'ente statunitense che controlla severamente l'immissione sul mercato di alimenti e farmaci, il ginseng è da considerare come una sostanza "generalmente sicura".

 

Naturalmente occorre seguire le regole di una logica prudenza, trattandosi comunque di una pianta che contiene numerosi principi attivi che stimolano l'organismo.

 

Il ginseng è dunque sconsigliato ai bambini sotto i 12 anni, e non va generalmente assunto dalle donne in gravidanza e durante l'allattamento.

 

Le persone che soffrono di diabete e di ipertensio­ne possono giovarsi degli effetti positivi del ginseng, ma devono chiedere il parere del medico prima di assumerlo in maniera prolungata.

 

Qualche precauzione è necessaria anche per le persone che assumono farmaci cardiotonici.

 

Il ginseng inoltre può interferire con alcuni farmaci. Particolare attenzione va posta se si assumono an­ticoagulanti come warfarin (coumadin) o acenocumarolo (Sintrom), perché il ginseng può ridurre in maniera significativa l'effetto di tali farmaci.

 

In questi casi è raccomandabile chiedere consiglio al proprio medico curante, così come in generale è estremamente utile farlo se si stanno assumendo farmaci di qualsiasi tipo.

Il ginseng difende da alcol e radiazioni

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A conferma del fatto che l'uso del ginseng non provoca generalmente alcun rischio, ricordiamo che le sostanze contenute nella radice hanno al contrario un effetto protettivo contro i possibili danni prodotti all'organismo anche da sostanze chimiche e da radiazioni.

 

Il ginseng è uno scudo naturale contro tutte le sostanze tossiche che possono essere nocive al corpo. Infatti riesce a neutralizzare l'alcol ingerito e a impedire che venga danneggiato il fegato.

 

I risultati di alcuni esperimenti dimostrano che dopo l'assunzione di ginseng diminuisce il tasso alcolico del sangue. Gli estratti di ginseng contrastano anche gli effetti delle sostanze oppiacee e riducono la dipendenza dalla morfina.

 

Infine i ginsenosidi, o forse i panaxiani contenuti nella radice di ginseng, difendono le cellule del corpo dagli effetti delle radiazioni.

 

EFFETTO STIMOLANTE.

Meglio evitare di bere caffè o altri eccitanti in concomitanza con l'assunzione di ginseng, che è già uno stimolante, per non rischiare di disturbare il sonno o produrre una condizione di tensione nervosa.

 

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