Il betacarotene fa male o fa bene?

Le integrazioni di Beta-carotene possono essere nocive, anche in piccole dosi.

Insomma il beta-carotene fa male o fa bene?

Il beta-carotene non è tossico e nemmeno gli studi fatti di recente danno adito a questa ipotesi.


Il betacarotene fa male o fa bene?
Betacarotene

Esistono però nuove informazioni sulle integrazioni che dimostrano che non è certo quell'elisir che ci si attendeva.

 

Questa sostanza è diventata famosa quando una ventina di studi hanno evidenziato che chi mangiava grandi quantità di frutta e verdura ricche di

beta-carotene era meno soggetto al cancro e ai disturbi cardiaci.

 

Dal momento che questa vitamina inibisce i “radicali liberi” nel corpo, è giusto pensare che costituisca una prevenzione per i danni ossidativi che portano all'insorgenza del cancro.

 

Resta il fatto che i risultati ottenuti somministrando la vitamina in forma di integratore non sono stati molto positivi. Uno studio finlandese riporta un'incidenza del 18 per cento di casi di tumore al polmone fra i forti fumatori che assumevano integrazioni di beta-carotene.

 

Negli Stati Uniti i ricercatori del National Cancer Institute hanno sospeso uno studio sugli effetti del betacarotene e della vitamina A: i fumatori che assumevano le integrazioni avevano il 28 per cento di probabilità in più di sviluppare un tumore ai polmoni rispetto a quelli che prendevano il placebo.

 

Inoltre, uno studio durato dodici anni condotto da 22.000 medici generici non ha prodotto prove convincenti a sostegno dell'ipotesi che le integrazioni di

beta-carotene proteggono contro il cancro e i disturbi cardiaci.

 

Va sottolineato che questi studi non hanno dimostrato che il beta-carotene causi il cancro, perché non era questo l'obiettivo.

Mostrano però che il beta-carotene non è in grado di prevenire il cancro fra i fumatori. Il vero motivo non è chiaro.

 

Qualche ricercatore sostiene che in certe circostanze gli antiossidanti favoriscono la presenza di radicali liberi invece di inibirla; probabilmente è il fumo a innescare questo processo.

 

Può darsi che gli uomini cui è stato diagnosticato il cancro nel corso di questi studi l'avessero già: di certo gli antiossidanti non possono curare un tumore ormai presente.

Ma studi successivi hanno dimostrato l'effetto protettivo di alti livelli di beta-carotene nel sangue e abbondanti quantità di frutta e verdura nell'alimentazione quotidiana.

 

Può darsi che il merito non sia solo del beta-carotene, ma dell'intera famiglia dei pigmenti carotenoidei. 

 

Sono circa 500 i carotenoidi conosciuti, la famiglia di sostanze che il sangue converte in vitamina A.


Perciò consiglio di approfittarne, seguendo una dieta alimentare ricca di frutta e verdura, soprattutto pesche, meloni, manghi, patate americane, zucche, pomodori e ortaggi a foglia verde scuro.

 

Se non ne consumate a sufficienza, potete prendere delle integrazioni di

beta-carotene, ma a questo punto, forse, è meglio se ne parlate al vostro medico.

 

Di Andrew Weil, laureato in medicina all'Università di Harvard, ha lavorato per il National Institute of Mental Health.

 

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