La cronodieta

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Cronodieta

La cronodieta è stata ideata da Mauro Todisco, medico studioso di neurochimica del comportamento alimentare e di cronobiologia, che pratica a Grottammare e Civitanova Marche. Il termine cronodieta è stato coniato da lui.


COME FUNZIONA LA CRONODIETA.


Come lascia intuire il nome, in questa dieta sono importanti i tempi (cronos), cioè una scelta opportunamente studiata degli orari dei pasti, e la combinazione degli alimenti fra loro.

 

Infatti si è visto che il peso corporeo può essere influenzato non solo dall'apporto calorico, ma anche dalla composizione e dalla distribuzione dei pasti.

 

Infine, per poter meglio definire un programma dimagrante mirato, è necessario stabilire con accertamenti clinici se il paziente in sovrappeso ha degli squilibri ormonali.

 

Nel caso dell'obesità ginoide (femminile), per esempio, si suggeriscono cibi ricchi di vitamina B2 e B e una restrizione nel consumo di Solanacee (patate, pomodori, melanzane, eccetera).

 

Nell'obesità androide (maschile) andrebbe ridotto i consumo di carboidrati a favore delle proteine, ed è particolarmente importante il consumo di verdure  crude.

 

Le ricerche condotte da Todisco hanno dimostrato che i rapporto alimentazione-sovrappeso non può essere ridotto al solo calcolo delle calorie giornaliere, ma è stretta mente legato alla composizione qualitativa dei pasti (combinazioni alimentari) e all'orario della loro assunzione.

 

Per capire meglio facciamo l'esempio di una dieta composta di un unico pasto giornaliero: si è visto che se gì alimenti venivano assunti la mattina si aveva un certe calo di peso, se invece gli stessi venivano assunti la sera non si avevano variazioni ponderali.

 

Perciò il metabolismo, cioè il processo di assimilazione del cibo, è legato sia alla situazione endocrina e ormonale del paziente sia alla qualità della dieta.

 

Che cosa ne dicono gli esperti.

Si tratta di una ricerca piuttosto recente, avallata da studi molto autorevoli, ma che si trova appena agli inizi, soprattutto per quanto riguarda l'applicazione pratica.

 

I presupposti sono decisamente interessanti, non solo per chi desidera perdere peso. Tenere conto dei ritmi circadiani (legati all'alternarsi di giorno e notte) e e quelli personali nella scelta degli orari dei pasti e degli alimenti che li compongono, dovrebbe senz'altro diventare una norma di vita per tutti.

 

Anche se la cronodieta così come è stata formulata da Todisco non è adatta al fai da te, potrebbe tuttavia costituire uno stimolo a osservare con più attenzione le proprie reazioni ai vari alimenti assunti in momenti diversi della giornata.

 

La cronodieta dove si può fare.

In caso di obesità o sovrappeso marcato, deve essere il medico a stabilire l'esatto quadro ormonale, neurovegetativo ed enzimatico con esami e strumenti vari (per esempio il mineralogramma), per poter suggerire gli alimenti da preferire e quelli da ridurre o da eliminare. L'applicazione della cronodieta diventa poi relativamente facile e può essere seguita ovunque.

 

INDICAZIONI DELLA CRONODIETA.

Obesità ginoide e obesità androide, ma, a nostro avviso, potrebbe essere assai più esteso l'elenco delle indicazioni.

 

CONTROINDICAZIONI.

Solo in caso di non chiara identificazione dell'origine neuroendocrina del sovrappeso. Nel caso dell'obesità ginoide sarebbe opportuno non adottare la cronodieta.

Cronodieta: esempio di menù

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Il menù specifico della cronodieta può subire delle varianti secondo la situazione neuroendocrina riscontrata nel paziente.

 

In generale, la suddivisione che vi proponiamo si è rilevata come la più opportuna.

 

Prima colazione:

glucidi (per esempio pane o fette biscottate con miele), oppure fiocchi di cereali.

 

Metà mattina:

frutta.

 

Pranzo:

glucidi (pasta, riso, polenta o altri cereali); patate; verdure a volontà.

 

Metà pomeriggio:

frutta.

 

Cena:

proteine (carne, pesce, uova, formaggio o leguminose); verdure a volontà.

 

Viene suggerita una certa attenzione alle modalità di cottura per evitare la dispersione di sali minerali, per esempio del potassio dalle patate nel caso venissero sbucciate prima della bollitura.

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